ROMA - 3 SETT. 2026 – Area Liberale Federalista condivide e rilancia le considerazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani sui crescenti rischi legati alla minaccia ibrida. Gli episodi recenti in Europa, compresi i tentativi di sabotaggio e le provocazioni aeree a danno di snodi infrastrutturali sensibili, confermano come la guerra asimmetrica sia ormai uno strumento continuativo teso a destabilizzare il quadro di sicurezza restando deliberatamente al di sotto della soglia di reazione convenzionale o di attivazione della difesa collettiva.
«Il ministro Tajani pone un tema centrale e non più procrastinabile», dichiara Raffaele Volpi, presidente di Area Liberale Federalista, già presidente del COPASIR e sottosegretario alla Difesa. «Alzare la guardia oggi significa compiere un salto di qualità normativo: occorre definire con chiarezza i perimetri d’intervento entro cui i nostri apparati e le nostre Forze Armate possono operare nella cosiddetta "zona grigia". Un adeguamento che deve avvenire per legge, sotto il rigoroso controllo parlamentare, garantendo tempestività operativa senza scorciatoie istituzionali. Durante la mia presidenza al COPASIR denunciammo in sede istituzionale la natura sistemica di queste offensive; oggi quella minaccia ha moltiplicato i vettori, ma l’obiettivo resta identico: logorare la resilienza e la capacità decisionale dello Stato.»
«Il fronte orientale e i cieli europei sono sottoposti a test costanti», prosegue Volpi. «La risposta non può che fondarsi su due pilastri operativi immediati: anzitutto un raccordo strutturale e in tempo reale tra i servizi d’informazione e sicurezza dei Paesi alleati, a partire da quelli dell’Europa centrale e orientale che presidiano la prima linea; in secondo luogo, una decisa accelerazione sul piano delle tecnologie C-UAS (anti-drone) per l’interdizione dello spazio aereo a bassissima quota e la neutralizzazione delle incursioni su bersagli sensibili. Le violazioni e i sorvoli su aree critiche non sono episodi isolati, ma ricognizioni sistematiche. La tutela dello spazio aereo e delle infrastrutture strategiche non è una questione tecnica di settore, né un tema di parte: è la precondizione assoluta della nostra sicurezza nazionale.»